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Ugo Chinca - Giovane Italia

Agenti segreti italiani nei territori occupati
LA GIOVANE ITALIA
MAGGIO - NOVEMBRE 1918
LA GIOVANE ITALIA - AGENTI SEGRETI ITALIANI NEI TERRITORI OCCUPATI
LA GIOVANE ITALIA


Il comandante silenzioso che affondò il proprio vascello per onore
UGO CHINCA
Ugo Chinca nacque il 5 ottobre 1890 a Nizza di Sicilia, in provincia di Messina.
Fu uomo di mare per vocazione e per destino.
Capitano di lungo corso già in giovane età, si arruolò inizialmente nell'Esercito, ma nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale, venne trasferito alla Marina grazie alla sua abilitazione professionale: un passaggio che lo destinò a un ruolo chiave nei M.A.S. operanti nell’Alto Adriatico.
Come capo timoniere, Chinca partecipò a diverse operazioni ad alto rischio, distinguendosi per coraggio e dedizione.
Ricevette la Medaglia di Bronzo al Valore Militare per l’ardita azione del 14 maggio 1918, durante il tentativo di forzamento della base navale di Pola, cuore strategico della flotta austro-ungarica.
Promosso Sottotenente di Vascello di complemento, operò in supporto degli agenti della “Giovane Italia”. Al comando del suo M.A.S. condusse, il 27 ottobre 1918, i Sottotenenti Bruno Pellarini e Rudolf (Rodolfo) Sharek nei pressi di Caorle.
Per questa e altre pericolose missioni nell’alto Adriatico fu decorato con la Croce di Guerra al Valor Militare.
Venne congedato al termine del conflitto, tornando a navigare come ufficiale mercantile presso il Lloyd Triestino.

La sua storia però non si esaurì con la Grande Guerra. Nel 1936, richiamato in servizio in occasione del conflitto italo-etiopico, fu destinato alla base navale dell’isola di Lero, nell’Egeo fino al termine del conflitto cui seguì il congedo.
Quando l’Italia entrò nel secondo conflitto mondiale, il 10 giugno 1940, Chinca si trovava al comando del transatlantico Conte Verde, in viaggio verso l’Estremo Oriente. Raggiunse Shanghai, dove la nave rimase bloccata per tutta la durata della guerra.
Nel 1943, promosso Capitano di Corvetta, fu nuovamente richiamato, mantenendo il comando della nave.
Il Transatlantico "CONTE VERDE" alla metà degli anni Trenta.


Ugo Chinca in una foto del 1940 a Shangai
La prova più dura arrivò l’8 settembre 1943, alla proclamazione dell’armistizio. Pur consapevole delle conseguenze, Chinca, per non lasciare la nave ai giapponesi, ordinò l’affondamento del Conte Verde, che era sotto noleggio giapponese e pronto a partire: un gesto di lealtà totale verso l’Italia, pagato con la cattura, la corte marziale e una durissima prigionia in Cina e poi in Giappone. Fu liberato il 3 agosto 1945 dalle forze statunitensi.
Per la condotta tenuta all’atto e dopo l’armistizio, nonché per la dignità dimostrata durante la prigionia, gli fu conferito un encomio solenne.
Esentato dal servizio nel luglio del 1946, tornò alla Marina mercantile, dove continuò a navigare fino alla sua morte, avvenuta a New York l’8 novembre 1952.
Un uomo riservato, ma capace di gesti assoluti. Un comandante che, quando il Paese fu travolto dagli eventi, non esitò a scegliere il sacrificio. La sua memoria merita di affiorare in ogni racconto che celebri il coraggio silenzioso degli uomini di mare.



ONORIFICENZE
Medaglia di Bronzo al Valor Militare: "Imbarcato su motoscafo antisommergibile partecipava con abnegazione, sereno coraggio e fervido entusiasmo all'impresa di forzamento della piazzaforte nemica di Pola. - Pola, notte del 14 maggio 1918."
Croce di Guerra al Valor Militare: "In comando di unità sottile eseguiva difficili ed ardite missioni su costa intensamente sorvegliata dal nemico, dando prova di possedere alto sentimento del dovere e piccate doti militari e marinaresche. Tagliamento, S. Margherita, 25-27 ottobre 1918".



Non cercate l’eroe: troverete un uomo. Ma se cercate il dovere, forse troverete me.»


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Nel titolo: Il "Conte Verde", con i contrassegni da nave impiegata per scambio di internati tra Giappone e Stati Uniti: Singapore il 7 luglio 1942.

Fonti:
Uomini e Marina di Paolo Alberini e Franco Prosperini – Edizioni Ufficio Storico della Marina Militare.
Con la pelle appesa a un chiodo: https://conlapelleappesaaunchiodo.blogspot.com


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