

78ª SQUADRIGLIA
ISTRANA - 26 DICEMBRE 1917
Guglielmo Fornagiari nacque l’11 marzo 1892 nella frazione di Pianaccio, nel comune di Lizzano in Belvedere (Bologna).Il cognome della sua famiglia compare negli atti civili con diverse grafie — Fornagiari, Fornaciari e, nei documenti dello Stato Maggiore del Regio Esercito, anche Formagiari. Questa discordanza si ritrova sia nei registri delle Squadriglie sia nelle motivazioni delle onorificenze a lui attribuite.
Dopo aver concluso la scuola elementare, emigrò in Francia per lavoro, dove con ogni probabilità si specializzò in meccanica. Al suo rientro in Italia, nel 1912, fu infatti assegnato come meccanico al Battaglione Aviatori di Mirafiori per svolgere il servizio militare. Con il grado di sergente si trovava al campo di aviazione di Aviano allo scoppio della Prima guerra mondiale.
Animato da una forte passione per il volo, chiese e ottenne di frequentare la scuola di pilotaggio di San Giusto, a Pisa. Vi giunse nel novembre 1915 e conseguì il brevetto di pilota nell’aprile 1916. Fu quindi inviato all’aeroporto di Cascina Costa per l’addestramento sui Nieuport e, nel maggio successivo, assegnato alla 77ª Squadriglia Caccia. Nel settembre 1916 venne trasferito alla 78ª Squadriglia, con base a Istrana.
Il 19 giugno 1917, durante una missione di scorta ai bombardieri Caproni, abbatté il suo primo velivolo nemico: un Brandenburg C.1 pilotato dall’Oblt. Alfons Rakovits, nei pressi di Levico, oltre le linee avversarie. Proprio per questo motivo l’abbattimento non fu confermato dallo Stato Maggiore.
La sera del 21 giugno, poco dopo le nove, fu protagonista di un tragico incidente. Decollando con un Nieuport Ni.1664 appartenente al collega Antonio Chiri, si trovò improvvisamente davanti una donna e alcuni bambini che stavano attraversando il campo di volo. Nel tentativo di evitarli, sollevò l’aereo troppo presto: il velivolo entrò in stallo e precipitò su una vigna. Lì si erano nascosti due ragazzi, Attilio Callegari (9 anni) e Silvio Laner (15), intenti a osservare gli aeroplani. L’impatto fu fatale per entrambi. L’incidente suscitò profondo cordoglio tra gli abitanti di Fossalunga e tra i piloti delle Squadriglie.
Il 10 agosto 1917 la 78ª Squadriglia fu trasferita sul campo di Borgnano, presso Cormons, per partecipare all’Undicesima Battaglia dell’Isonzo. Il 22 agosto, durante un duello aereo sull’altopiano della Bainsizza, Fornagiari abbatté un velivolo nemico: questa volta l’azione fu ufficialmente riconosciuta e gli valse la sua prima Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Continuò a operare senza sosta fino ai giorni drammatici di Caporetto. Il 28 ottobre, in esecuzione degli ordini, fu costretto a incendiare gli hangar della base di Borgnano prima di ritirarsi sotto il fuoco nemico. Riuscì a ricongiungersi al reparto solo dopo alcuni giorni, durante i quali sopravvisse nutrendosi di chicchi di grano scottati.
La 78ª Squadriglia venne quindi rischierata a Istrana e dotata progressivamente dei nuovi Hanriot HD.1. Anche Fornagiari, dopo un lungo impiego del Nieuport Ni.11, passò al nuovo caccia. Con esso partecipò alla grande Battaglia aerea di Istrana del 26 dicembre 1917, durante la quale abbatté due velivoli nemici: il primo a nord di Musano, insieme al tenente Alberto Comandone della 82ª Squadriglia; il secondo su Falzé, in collaborazione con il tenente Guido Masiero e il soldato Clemente Panero. Per questa azione ricevette la sua seconda Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Il 27 gennaio 1918, durante una missione di protezione a un ricognitore SIA 7B, Fornagiari, il capitano Antonio Riva e il sergente maggiore Giustino Germino furono attaccati da quattro aerei nemici. Germino, pur ferito, riuscì ad abbatterne uno. Un secondo velivolo fu abbattuto da Fornagiari e Riva nei pressi di Gallio, sull’Altopiano di Asiago.
Le missioni successive, condotte fino al 12 settembre 1918, gli valsero nuove promozioni, una Medaglia di Bronzo al Valor Militare e il riconoscimento ufficiale di “Asso”.
Fu poi trasferito prima alle squadriglie di difesa aerea di Milano, poi a quella di Padova. Tornò alla 78ª solo nel dicembre 1918, a conflitto ormai concluso.
Nel 1935 lasciò definitivamente la 78ª Squadriglia e divenne istruttore di volo militare, incarico che mantenne fino al 1941, quando fu esonerato dal servizio di volo per raggiunti limiti di età. Trascorse gli anni successivi tra Bologna e Pianaccio, dove conservava i suoi ricordi di guerra: le medaglie, un’elica di legno e un bastone da passeggio segnato da croci nere e date, una per ogni vittoria.
Di piccola statura, era soprannominato “Fornagiarino”, ma era stimato come pilota di eccezionale coraggio, quasi temerario in volo, e come uomo semplice, gentile e affettuoso a terra.
Guglielmo Fornagiari morì a Bologna il 3 febbraio 1956.

ONORIFICENZE
Italia.
Medaglia d'Argento: "Pilota da caccia, tenace ed entusiasta del suo servizio, compì numerosi voli, dimostrando sempre abilità e grande sprezzo del pericolo. Il 22 agosto 1917, affrontò tre apparecchi nemici, attaccando decisamente uno di essi, e, benché contrattaccato da vicino dagli altri, lo abbatté dopo lungo e vivace combattimento. - Cielo dell'Altopiano di Bainsizza, 22 agosto 1917."
Medaglia d'Argento: "Pilota addetto ad una squadriglia da caccia, sostenne, con eccezionale valore e magnifica perizia, numerosi combattimenti. Il 2 ottobre 1917, sul Podmelec, attacca ed in violento combattimento abbatte un velivolo nemico da ricognizione; il 26 dicembre, durante una poderosa incursione nemica in un nostro campo di aviazione, levatosi tra i primi in volo, attacca, ed in collaborazione ad altro pilota della squadriglia, abbatte due avversari entro le nostre linee, dando nuova prova delle sue mirabili qualità di pilota da caccia. - Cielo dell'Isonzo e del Piave, 2 ottobre; 26 dicembre 1917."
Medaglia di Bronzo: "Pilota addetto ad una squadriglia da caccia, fu costante esempio di ardire e di alto sentimento del dovere. Il 27 gennaio 1918 di scorta ad un nostro velivolo in ricognizione, attaccato da otto apparecchi da caccia nemici, sostenne l'impari lotta, abbattendo uno degli assalitori e salvando l'apparecchio scortato. Il 21 febbraio successivo pure di scorta ad un velivolo in ricognizione, attaccato da cinque caccia nemici, col suo fulmineo e repentino intervento liberava dall'insidia il velivolo affidato alla sua protezione, facendo precipitare uno degli avversari e scompigliando la schiera assalitrice. Cielo di Valstagna, 27 gennaio; cielo di Gallio, 21 febbraio 1918."
Serbia.
Cavaliere dell'Ordine della Stella dei Karadordevic.
