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Fucini - La Guerra all'orizzonte

76ª SQUADRIGLIA

ISTRANA - 26 DICEMBRE 1917

Mario Fucini nacque a Empoli il 1° febbraio 1891.
Nel 1915, mentre era prossimo alla laurea in chimica e l’Italia non era ancora entrata in guerra, decise di arruolarsi volontario nel Regio Esercito.
Il 9 maggio fu nominato sottotenente e trasferito al Battaglione Aviatori di Mirafiori, dove rimase fino al conseguimento del brevetto di pilota, ottenuto il 13 marzo 1916.
Pochi giorni dopo, il 12 aprile, completò l’abilitazione al pilotaggio dei velivoli Voisin e venne assegnato alla 5ª Squadriglia da ricognizione e combattimento, che di lì a poco sarebbe stata rinumerata come 25ª Squadriglia.
Il 28 luglio 1916 compì una rischiosa missione di bombardamento, portata a termine con successo nonostante il suo aereo fosse ripetutamente attaccato da due caccia nemici. Per quel gesto di straordinario coraggio, lui e il suo osservatore, il capitano Djalma Juretigh, ricevettero la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Il 16 febbraio 1917, durante una missione analoga condotta insieme al pluridecorato tenente Giacomo Camillo De Carlo, Fucini ottenne la Medaglia di Bronzo al Valor Militare: riuscì infatti a rientrare nelle linee italiane e ad atterrare nei pressi di Monfalcone con l’aereo in fiamme, dopo aver completato l’azione e combattuto contro due velivoli avversari.
Nel marzo dello stesso anno iniziò l’addestramento sui velivoli da caccia, prima sui Pomilio PC, poi – dal mese di maggio – presso la Scuola di tiro di Pisa. In quel periodo fu promosso tenente.
A luglio venne assegnato all’84ª Squadriglia da caccia e, poco dopo, nominato comandante della Sezione Difesa dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie, equipaggiata con Nieuport 11.
Dopo un breve periodo di addestramento alla Malpensa, alla fine di settembre fu trasferito all’87ª Squadriglia, con la quale, a metà novembre, abbatté il suo primo aereo nemico.
Il 5 dicembre 1917 passò alla 76ª Squadriglia Caccia, da poco dotata degli Hanriot HD.1: fu con questo tipo di velivolo (che avrebbe pilotato fino alla fine della guerra) che partecipò alla Battaglia di Istrana del 26 dicembre, abbattendo in collaborazione con Giorgio Michetti e Silvio Scaroni un biposto DFW C.V.
Il 28 gennaio 1918 ottenne un nuovo successo, abbattendo un altro DFW nei pressi di Biadene.
Il 18 febbraio fu trasferito definitivamente alla 78ª Squadriglia Caccia, con la quale rimase fino alla conclusione del conflitto, continuando a distinguersi in numerosi combattimenti aerei. Il 27 ottobre, durante la Battaglia di Vittorio Veneto, abbatté un Ufag C.1, la sua ultima vittoria accertata in guerra.
Al termine delle ostilità Fucini aveva reclamato tredici abbattimenti, ma la Commissione Bongiovanni – istituita nel 1919 per verificare le vittorie dei piloti italiani – gliene riconobbe ufficialmente sette. La commissione adottò criteri particolarmente severi e in diversi casi non omologò abbattimenti riportati perfino nei Bollettini di Guerra firmati da Cadorna e Diaz.
Dopo la guerra, Fucini rimase nel Corpo Aeronautico e, nel 1923, entrò nella neocostituita Regia Aeronautica.
Fu in seguito comandante della 29ª e della 78ª Squadriglia.
Nel 1932 pubblicò il libro di memorie "Voli sul nemico".
Rimase in servizio attivo fino al 15 settembre 1937.
Morì a Roma il 1° settembre 1977.

ONORIFICENZE
Italia.
Medaglia d'Argento: "Durante un'importante azione aerea offensiva, noncurante del fuoco intenso dell'artiglieria antiaerea avversaria, contrattaccò due apparecchi nemici da caccia che cercavano impedirgli di raggiungere l'obiettivo: pur avendo l'apparecchio gravemente colpito in parti vitali da moltissimi proiettili perforanti di mitragliatrice, sprezzante del pericolo, con grande ardire e sentimento del dovere, compiva egualmente il bombardamento, ritornando al campo miracolosamente incolume. - Cielo del Carso, 28 luglio 1916."
Medaglia d'Argento: "Abile e ardito pilota da caccia, compiva molti voli di guerra, sostenendo, con mirabile coraggio e sprezzo del pericolo, brillanti combattimenti, e riportando quattro vittorie. - Cielo di Bavaria; Vidor; Musano; Pederiva, novembre 1917, gennaio 1918."
Medaglia di Bronzo: "Pilota d'aeroplano, quantunque l'apparecchio fosse colpito dalle artiglierie, attaccato e colpito da un apparecchio nemico da caccia, completò ugualmente la ricognizione fotografica: attaccato da un secondo apparecchio da caccia e colpito il serbatoio della benzina, nonostante un principio d'incendio, con grave pericolo, lasciò il motore in pieno, riuscendo così ad atterrare nei pressi di Monfalcone coll'apparecchio in fiamme. - Cielo Carsico, 16 febbraio 1917."
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia.
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia: R.D. 25 ottobre 1931.
Hanriot HD.1 con le insegne di Mario Fucini


76ª Squadriglia


78ª Squadriglia [vedi foto]


78ª Squadriglia
Sul guidone bianco sono dipinti 12 teschi [poi 13] tanti quanti furono gli abbattimenti reclamati da Fucini.
Tuttavia, nel febbraio 1919 la Commissione Bongiovanni, incaricata di esaminare le vittorie aeree
reclamate dai piloti italiani durante il conflitto, gli assegnò ufficialmente solamente sette abbattimenti

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