Vai ai contenuti

Masiero - La Guerra all'orizzonte

78ª SQUADRIGLIA

ISTRANA - 26 DICEMBRE 1917


Guido Masiero nacque a Padova il 24 agosto 1895.
Poco prima dello scoppio della Prima guerra mondiale lasciò il 5° Reggimento “Lancieri di Novara” per offrirsi volontario al Battaglione Aviatori.
Il 9 gennaio 1916 venne assegnato alla VIIª Squadriglia da ricognizione e combattimento, equipaggiata con i Voisin III e dislocata a Santa Maria la Longa.
Dal 15 aprile dello stesso anno, con la ridenominazione generale dei reparti, la VIIª divenne la 26ª Squadriglia.
Masiero rimase in servizio fino al novembre 1917, quando la ritirata di Caporetto rese urgente il potenziamento dell’aviazione da caccia. Fu così trasferito a Istrana, nella 78ª Squadriglia, dove non tardò a distinguersi per abilità e determinazione.
In breve tempo ottenne cinque vittorie, conquistando il titolo di Asso proprio il giorno della grande Battaglia aerea di Istrana, il 26 dicembre 1917, durante la quale contribuì all’abbattimento di due velivoli nemici.
Alla fine di febbraio 1918 passò alla IIIª Sezione SVA, di stanza sul campo di aviazione di Isola di Carturo – oggi Isola Mantegna – nei pressi di Piazzola sul Brenta, dove rimase fino alla conclusione del conflitto.
IL RAID ROMA - TOKYO
Nel dopoguerra Masiero venne richiamato per partecipare a un’impresa ambiziosa e simbolica: il raid Roma-Tokyo.
L’obiettivo era duplice: rinsaldare i rapporti di amicizia tra Italia e Giappone e dimostrare al mondo le straordinarie potenzialità dell’aeroplano, ancora agli inizi del suo sviluppo, promuovendo al contempo l’industria aeronautica nazionale.
L’idea nacque durante la Grande Guerra dall’incontro tra Gabriele D’Annunzio e il poeta giapponese Harukichi Shimoi.
Al progetto aderirono molti aviatori reduci dal conflitto: Mario Gordesco, Ferruccio Ranza, Amedeo Mecozzi, Ferruccio Marzari, Arturo Ferrarin e naturalmente Guido Masiero.
Il volo prese il via il 14 febbraio 1920 con undici velivoli – quattro Caproni e sette SVA-9 – e si rivelò subito estremamente impegnativo e rischioso. Incidenti, anche mortali, impedirono a molti di completare l’impresa.
Solo Masiero e Ferrarin, insieme ai motoristi Gino Capannini e Roberto Maretto, riuscirono a raggiungere Tokyo il 31 maggio, accolti dalle massime autorità giapponesi e celebrati dalla stampa internazionale come i nuovi “Samurai dell’aria”.

Rientrato dall’impresa, Masiero si congedò, ma nel 1935 si arruolò nuovamente come volontario per la campagna d’Etiopia, ottenendo la promozione a maggiore per meriti di guerra.
Successivamente fu trasferito in Spagna con l’Aviazione Legionaria, partecipando a difficili operazioni che gli valsero una terza Medaglia d’Argento.
Congedatosi definitivamente alla fine del 1939, entrò alla Breda come collaudatore e progettista, contribuendo allo sviluppo di nuovi velivoli.
Il 24 novembre 1942, durante un volo di collaudo nel cielo nebbioso di Cinisello Balsamo, si scontrò con un Macchi 202 pilotato da un altro celebre aviatore, Francesco Agello.
Nella tragica collisione entrambi persero la vita.

ONORIFICENZE
Italia
Medaglia d'Argento: "Pilota addetto ad una squadriglia da caccia, dimostrò sempre audacia e perizia non comuni, affrontando in combattimento avversari forti e bene armati. Il 13 novembre 1917, in collaborazione con altro pilota della squadriglia, avvista raggiunge, attacca un velivolo germanico, abbattendolo in fiamme, dopo brillante combattimento, entro le nostre linee. Il 19 novembre, assalito da 3 caccia nemici e colpito ripetutamente nell'apparecchio dal fuoco preciso degli avversari, con mirabile calma e splendida manovra ne abbatte uno e costringe gli altri alla fuga. Il 20 novembre, avvistato un velivolo nemico da ricognizione entro le sue linee, con pronta decisione e fulmineo attacco lo fa precipitare infranto nelle prime case di Moriago. - Cielo di Arcade, 19 novembre 1917; cielo di Moriago, 20 novembre 1917."
Medaglia d'Argento: "Pilota d'aeroplano, mirabile per ardire, attività ed entusiasmo, riaffermava costantemente il suo valore in qualsiasi genere di volo. Nel corso di vari combattimenti aerei, abbatteva sei velivoli ed una draken nemici. - Cielo del Brenta e del Piave, dicembre 1917; gennaio - maggio 1918."
Medaglia d'Argento: "Volontario in missione di guerra, già pilota nella grande guerra e in Africa Orientale, partecipava quale pilota d'assalto a molte azioni di guerra sfidando la vivace reazione aerea e contraerea nemica, assolvendo sempre con perizia e cosciente ardimento la missione affidatagli. Cielo di Spagna, novembre 1937; marzo 1938."
Medaglia di Bronzo: "Ardito pilota d'aeroplano, eseguì numerosi voli di ricognizione e di bombardamento, ritornando talvolta con l'apparecchio colpito dall'artiglieria avversaria. Sostenne brillantemente alcuni combattimenti con velivoli nemici, dimostrando in ogni circostanza le sue belle doti di ardimento, di tenacia e di abilità. - Regione Carsica, gennaio 1916; febbraio 1917."
       
Un Hanriot HD.1 della 78ª Squadriglia Caccia
Torna ai contenuti