
Caporale Ettore Carretta
Nato a Quinto di Treviso il 30 giugno 1913.
[In alcuni documenti la data di nascita è 30-05-1913.]
Arruolato nel 76° Reggimento Fanteria della Divisione Napoli.
All’ingresso dell’Italia nella guerra, la Divisione Napoli era già di presidio nella Sicilia meridionale, pronta a muoversi in sostegno delle unità costiere. Per tutto il 1941 e il 1942 rimase sull’isola come forza mobile, incaricata di intervenire rapidamente lungo il litorale tra Pozzallo, Gela e Licata in caso di sbarchi nemici.
Nel 1943 venne spostata nella Sicilia orientale, tra Ramacca, Scordia e Palazzolo Acreide, per costituire la massa di manovra del XVI Corpo d’armata in vista dell’imminente offensiva alleata. Quando lo sbarco del 10 luglio ebbe inizio, la Divisone Napoli fu subito coinvolta nei combattimenti: fronteggiò l’avanzata nemica verso Siracusa, resistendo a Floridia, Solarino e Palazzolo Acreide in scontri durissimi che durarono giorni. Nonostante un tentativo di stabilizzare il fronte, nuovi sbarchi a nord di Augusta la colpirono alle spalle, stringendo i reparti in un accerchiamento che portò alla quasi completa distruzione della divisione.
Il 14 luglio i superstiti riuscirono a ripiegare verso Scordia, dove si sacrificarono per coprire il movimento di altre unità in ritirata dall’interno dell’isola. Nei giorni successivi continuarono a combattere come retroguardia, finché, il 25 luglio, i pochi rimasti furono avviati verso Linguaglossa e poi verso Messina. Tra l’11 e il 14 agosto attraversarono lo Stretto, ormai ridotti a un nucleo esiguo.
Mentre questi reparti tentavano faticosamente di riorganizzarsi sulla terraferma, giunse l’armistizio dell’8 settembre. L’annuncio colse le unità italiane in pieno disfacimento: gli alleati di ieri divennero improvvisamente nemici, le catene di comando si spezzarono e migliaia di militari, privi di ordini chiari, furono sopraffatti e avviati alla deportazione nei campi di concentramento tedeschi. Anche i superstiti della Divisione Napoli vennero travolti da questo caos finale, che segnò la sua dissoluzione definitiva.
Ettore Carretta venne catturato dai tedeschi e deportato nel campo di concentramento di Saargemünd [oggi Sarreguemines], nella Francia allora occupata. Vi trovò la morte, a causa di malattia, il 20 novembre 1944.
La sua salma fu traslata [come Caretta Ettore] a St. Mandrier Sur Mer nel Cimitero d'Onore Franco-Italiano.
NOTE:
- Il Cimitero di Saint Mandrier, dichiarato "Necropoli Nazionale", oltre ai caduti della Prima guerra mondiale conserva, dal 1961, anche le spoglie di 975 soldati italiani deceduti in prigionia nei campi di concentramento tedeschi situati in territorio francese durante l'occupazione.
- Sulla lapide, posta a ricordo nel cimitero di Santa Cristina, la data della morte risulta essere il 21 novembre e non il 20 come dai registri ufficiali.

PRESENTE NEL MONUMENTO AI CADUTI (come Caretta)
Presente nel Registro del Ministero della Difesa dei Caduti e Dispersi della 2ª Guerra Mondiale
Presente nel Registro del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra

