
Caporale Pietro Scaboro
Nato a Quinto di Treviso il 24 gennaio 1910.
Figlio di Ettore e Adele Zambon.
Pietro Scaboro prestò servizio nel 43° Reggimento Fanteria, uno dei reparti storici della Brigata “Forlì”, poi inquadrato nella 36ª Divisione di Fanteria “Forlì”.
Questa grande unità, erede di una tradizione risalente al 1860, combatté sul fronte occidentale nel 1940 e poi, dal 1941, fu trasferita nei Balcani, dove operò a lungo in Albania e in Grecia.
Nel 1943 la Divisione “Forlì” era schierata nella Grecia centrale, tra Lamia, Amfiklia, Levadeia e Tebe, con il compito di difendere i canali di Atalanti ed Euripo e l’accesso alla piazza di Atene.
L’8 settembre 1943, con l’annuncio dell’armistizio, l’intero dispositivo italiano in Grecia precipitò nel caos:
reparti isolati, ordini contraddittori, tentativi di ripiegamento e rapide manovre tedesche per disarmare le truppe italiane.
In quei giorni convulsi molti militari non si trovavano più nelle posizioni ufficiali della divisione. Distaccamenti, servizi logistici, scorte e piccoli nuclei in movimento erano disseminati in tutta la Grecia continentale e nel Peloponneso.
È in questo quadro che si colloca la presenza di Pietro Scaboro a Eghion (Aigion), sulla costa settentrionale del Peloponneso, ben lontano dal settore operativo principale della Divisione “Forlì”.
Il 12 settembre 1943, quattro giorni dopo l’armistizio, le truppe tedesche completarono l’occupazione del Peloponneso e procedettero al sistematico disarmo dei militari italiani.
Pietro Scaboro fu catturato proprio quel giorno, probabilmente mentre cercava di ricongiungersi al suo reparto o di raggiungere un punto di raccolta per il rimpatrio.
Dopo la cattura fu deportato in Germania e internato nel campo di concentramento 1433 B di Hennigsdorf, a nord-ovest di Berlino, dove venne impiegato nei lavori forzati sotto la giurisdizione dello Stalag III A.
Le condizioni durissime dell’internamento e del lavoro coatto minarono rapidamente la sua salute.
Il 28 gennaio 1944 fu trasferito all’ospedale per prigionieri di guerra di Berlino Neukölln, dove morì pochi giorni dopo, il 2 febbraio 1944, per malattia. Aveva 34 anni.
Fu sepolto nel cimitero dei prigionieri di guerra di Doberitz, Elsgrund (campo 1, fila 18, tomba 16).
In seguito la sua salma venne traslata nel Cimitero Militare Italiano d’Onore di Berlino, dove oggi riposa nel Riquadro 4, fila 2, tomba n. 1070.

PRESENTE NEL MONUMENTO AI CADUTI
Presente nel Registro del Ministero della Difesa dei Caduti e Dispersi della 2ª Guerra Mondiale
Presente nel Registro del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra (come Scaborro)

