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Vendramin Gino - La Guerra all'orizzonte


 1940 -1945
I  CADUTI  DI  QUINTO  DI  TREVISO


Alpino Gino Vendramin
Nato a Quinto di Treviso il 5 dicembre 1925.
Figlio di Ernesto e Porato Maria.
Arruolato nella 67ª Compagnia del Battaglione Cadore in forza alla 4ª Divisione di Fanteria Alpina "Monterosa".

A fine novembre 1944 il plotone al quale era stato assegnato Gino Vendramin, fu coinvolto in un duro scontro con la 5ª Brigata Garibaldina nei pressi di Bardineto.
Rimasto isolato, il reparto alpino perse il comandante Armando Merati. Il comando fu assunto dal sottotenente medico Mario Da Re, che guidò il reparto nella difesa della posizione per circa otto ore.
Al termine dello scontro, diciotto alpini superstiti furono catturati e disarmati. Vennero condotti al forte Tortagna, una fortificazione situata sulla sommità del colle, e trattenuti in un locale sotterraneo.
Secondo l’unico sopravvissuto, il giovane Albareti, la notte trascorse in condizioni molto difficili anche a causa del freddo intenso di quel periodo e dell’altitudine.
Temendo un intervento di reparti della R.S.I., i partigiani decisero di procedere all’esecuzione dei prigionieri.
Sempre secondo il racconto di Albareti, la sua vita fu risparmiata, grazie all’intercessione del sottotenente Mario Del Re, che ne sottolineò la giovane età.
All’alba del 27 novembre gli altri diciassette alpini furono condotti all’esterno del forte, in una radura nei pressi del colle Tortagna (Calizzano - SV), dove vennero fucilati.
Tra loro c'era Gino Vendramin.
Le spoglie dei caduti furono recuperate nel 1958 e ricomposte nel cimitero di Ceneda a Vittorio Veneto.


Tra il settembre 1943 e il 1945 l’Italia visse una fase di conflitto interno che la storiografia definisce “guerra civile”. Dopo l’armistizio e la nascita della Repubblica Sociale Italiana, il Paese si trovò diviso tra forze che sostenevano la continuità dell’alleanza con la Germania e formazioni partigiane che combattevano per la liberazione e il ritorno alla legalità costituzionale.
In molte zone, soprattutto montane, reparti militari regolari, unità della R.S.I. e gruppi partigiani si trovarono coinvolti in scontri caratterizzati da forte asprezza, alimentata dal contesto di occupazione, dalla frammentazione delle autorità e dalla mancanza di regole condivise sul trattamento dei prigionieri. Le vicende individuali furono spesso segnate da scelte difficili, condizioni estreme e conseguenze tragiche.
Questo quadro complesso è indispensabile per comprendere gli episodi che coinvolsero militari e civili in quegli anni, senza ridurre le loro storie a schemi ideologici o giudizi retrospettivi.
PRESENTE NEL MONUMENTO AI CADUTI
Presente nel Registro del Ministero della Difesa dei Caduti e Dispersi della 2ª Guerra Mondiale
(con cognome  errato "VANDRAMIN")


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