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De Marchi Amedeo - La Guerra all'orizzonte


 1940 -1945
I  CADUTI  DI  QUINTO  DI  TREVISO


Geniere Amedeo De Marchi

Nato a Quinto di Treviso il 20 agosto 1920.

Figlio di Giuseppe.

Arruolato nel X° Battaglione Genio Ferrovieri.


Disperso a Krasnogorowka, sul fronte russo , il 19 dicembre 1942.
Il luogo della sepoltura è ignoto.



Il Reggimento Genio Ferrovieri e la tragedia del Don
Nel 1940, il Reggimento del Genio Ferrovieri fu mobilitato in grande scala: tredici battaglioni e tre gruppi esercizio linee furono destinati a operare su tutti i fronti in cui l’Esercito italiano era impegnato. La loro competenza tecnica si rivelò decisiva in numerose campagne, spesso in condizioni estreme.
In Grecia, i genieri furono protagonisti di un’impresa ingegneristica memorabile: la costruzione, in soli venticinque giorni, di un ponte ferroviario e stradale sull’istmo di Corinto. Lungo 84 metri e sospeso su uno strapiombo di 80, fu realizzato grazie al lavoro instancabile di 400 uomini.
In Iugoslavia, il Reggimento fu impiegato senza sosta non solo per il ripristino delle linee ferroviarie danneggiate, ma anche nella difficile lotta antiguerriglia.
I convogli venivano scortati da carri blindati con squadre di ferrovieri pronte a intervenire in caso di sabotaggi, mentre intere compagnie furono assegnate alla sorveglianza continua delle tratte.
Tra le opere più ardite, si ricorda il ripristino del viadotto di Borownika, sulla linea Postumia–Longatico–Lubiana: 220 metri di ponte metallico Roth-Wagner, ricostruiti in condizioni critiche.
Ma la pagina più drammatica fu scritta in Russia, nel dicembre del 1942, durante la tragica battaglia del Don.
Il X° Battaglione Genio Ferrovieri, inquadrato nel XXXV° Corpo d’Armata, fu inviato la sera del 16 dicembre a Krasnogorowka per rafforzare le posizioni ormai precarie del II° Battaglione del 79° Reggimento della Divisione Pasubio.
Nonostante non fosse un reparto da combattimento, né equipaggiato né addestrato per sostenere scontri diretti, il X° Battaglione resistette con tenacia ai ripetuti e violenti attacchi dell’Armata Rossa.
Solo il 19 dicembre, ormai decimato, ricevette l’ordine di ritirarsi insieme alla divisione per evitare l’accerchiamento.
PRESENTE NEL MONUMENTO AI CADUTI
Presente nel Registro del Ministero della Difesa dei Caduti e Dispersi della 2ª Guerra Mondiale
Presente nel Registro del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra

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