
Bersagliere Antonio Marangon
Nato a Quinto di Treviso il 12 ottobre 1921.
Figlio di Camillo e Michieletto Emma.
Nel 1941 fu chiamato alle armi e arruolato nel 9° Reggimento Bersaglieri.
Figlio di Camillo e Michieletto Emma.
Nel 1941 fu chiamato alle armi e arruolato nel 9° Reggimento Bersaglieri.
Nel gennaio del 1942 fu trasferito al 103° Battaglione in forza al 3° Reggimento Bersaglieri.
Per rinforzare il 3° Reggimento Bersaglieri, già schierato in Russia con la 3ª Divisione Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta" che aveva subito pesanti perdite, il 103° Battaglione "Complementi Bis" di 600 uomini, fu inviato in Russia nell'aprile del 1942.
Con l’inizio dell’offensiva estiva sul fronte orientale, il 3° Reggimento Bersaglieri fu lanciato in profondità nelle linee sovietiche. L’avanzata fu rapida e continua, sostenuta da marce forzate e da una mobilità che rimane il tratto distintivo dei bersaglieri.
Il 19 luglio 1942, dopo settimane di combattimenti e spostamenti incessanti, il reggimento conquistò Millerovo, importante centro del bacino minerario di Bocovo–Antrazit.
Il 29 luglio 1942, dopo una marcia estenuante di oltre 450 chilometri, il reggimento raggiunse la riva destra del Don, nella grande ansa di Serafimovič per assolvere l'ambizioso compito di tagliare la testa di ponte sovietica che minacciava il settore.
Il 30 luglio 1942, con una serie di azioni coordinate e fulminee:
- il XX Battaglione conquista Serafimovič con un attacco notturno a sorpresa;
- il XVIII Battaglione occupa Belajewski;
- il XXV Battaglione prende Bobrowski.
Furono giornate di slancio offensivo, ma anche di logoramento crescente.
Il 30 agosto 1942, il reggimento, ridotto ormai a un quarto degli effettivi, affrontò un violento contrattacco sovietico nella zona di Jagodnij. Protetti dal fuoco del 120º Reggimento Artiglieria, i bersaglieri riuscirono a contenere e respingere l’offensiva, mantenendo le posizioni nonostante perdite pesantissime.
Il 17 novembre 1942, con l’arrivo dell’inverno e l’intensificarsi della pressione sovietica, il 3° Reggimento venne schierato lungo il Don, nella zona di Meshkov [Meshkovskaya]. Le condizioni erano durissime: freddo estremo, logistica precaria, reparti già provati da mesi di combattimenti.
Il 17 dicembre 1942 l’Armata Rossa scatena una nuova, travolgente offensiva. Fu in questo contesto che molti bersaglieri risultano dispersi, travolti dal caos della battaglia e dalla rottura del fronte.
Antonio Marangon fu dichiarato disperso sul fronte russo
il 19 dicembre 1942 quando Il 3° Reggimento, ormai ridotto all’osso, affrontò il suo ultimo scontro.
Circondati e sotto schiacciante superiorità nemica, i bersaglieri riuscirono comunque a sfondare e ad aprirsi una via di ripiegamento.
Sul terreno rimasero centinaia di caduti, testimonianza della disperata resistenza del reparto.

PRESENTE NEL MONUMENTO AI CADUTI
Presente nel Registro del Ministero della Difesa dei Caduti e Dispersi della 2ª Guerra Mondiale
Presente nel Registro del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra

