Costantini - La Guerra all'orizzonte

Vai ai contenuti
         


Bartolomeo Costantini nacque a Vittorio (Veneto) il 14 febbraio 1889.
Detto "Meo" o "Bortolo" fu tra i primi piloti trevigiani ad ottenere il brevetto di volo. Nel 1909, si arruolò volontario nel Genio Ferrovieri come ufficiale. Congedato e richiamato per la guerra di Libia, si fece assegnare al Battaglione Aviatori diventando pilota ad Aviano nel 1912. Durante quel conflitto fu tra i primi pionieri a sperimentare l'impiego dell'arma aerea in combattimento. Nel 1914, tornato alla vita civile, partecipò a molte corse automobilistiche. Nello stesso anno rientrò nell'esercito e prestò servizio in tre squadriglie Bleriot. Nel 1916 passò quindi alla caccia entrando, con il grado di Tenente, a far parte della 78a trasferita ad Istrana. Fu poi distaccato in Friuli e a metà del 1917 giunse, promosso a Capitano, nella nuova 91a Squadriglia di Francesco Baracca. Agli inizi di settembre abbatté un Brandenburg per il quale, tuttavia, non chiese l'omologazione dell'abbattimento. Seguirono poi altri quattro successi. In dicembre, durante la stasi invernale, Costantini assunse il comando provvisorio della 91a Squadriglia in quanto Baracca, Ruffo e Piccio erano a Torino per valutare nuovi velivoli. Il 1918 lo vide ancora nella 91a Squadriglia. Il 12 agosto, passato sugli SPAD S.XIII abbatté un quinto aereo sopra Santa Lucia di Piave e, una decina di giorni dopo, arrivò l'ultimo successo, con l'abbattimento di un aereo biposto sopra Mareno di Piave con a bordo l'asso austro ungarico Friedrich Hefty.
Per i suoi sei abbattimenti, Costantini è nell'elenco dei 42 assi della Aeronautica Militare Italiana. Si congedò nel 1919 con il grado di tenente colonnello e si dedicò completamente alle corse automobilistiche.
Morì, per malattia, a Milano il 19 luglio 1941.



ONORIFICENZE
Italia
Medaglia d'Argento: "Capitano di complemento Corpo Aeronautico, Gruppo aeroplani, squadriglia. Pilota arditissimo e di singolare freddezza nel pericolo, sostenne con valore molti scontri aerei, ricacciando sempre i nemici oltre le loro linee, spesso costringendoli a discendere, riportando il proprio velivolo varie volte colpito da mitragliatrice avversaria. Si segnalò pel modo fedele col quale, numerose volte, scortò velivoli da bombardamento. Pilota coscienzioso, brillante, di grande perizia, concorse, il 25 ottobre 1917, all'abbattimento in fiamme di un velivolo avversario. Il giorno dopo, con due brillanti attacchi su Castel Monte, da solo abbatté un velivolo germanico, che precipitò sul luogo stesso dello scontro. Cielo di Assling, 14 agosto. Cielo di Santa Lucia di Tolmino, 25 ottobre. Cielo di Castel Monte, 26 ottobre 1917".
Medaglia d'Argento: "Capitano di complemento Corpo Aeronautico 10° Gruppo, 91a Squadriglia. Pilota da caccia di insuperabile abilità e singolare fermezza, attaccò ripetutamente da solo intere pattuglie nemiche, sgominandole e mettendole in fuga. Il 23 e 30 novembre 1917 da solo attaccò in territorio nazionale due apparecchi germanici, di cui uno cadde in fiamme e il 12 e 22 agosto 1918, ancora da solo, abbatté due apparecchi largamente scortati. In numerosi combattimenti esplicò grandissima perizia e mirabile coraggio, sempre offrendo, in ogni occasione, tutta la sua intelligente capacità, unicamente sospinto da più alto sentimento del dovere. Cielo del Piave, 23 - 30 novembre 1917, 12 - 22 agosto 1918".
          
RIPRODUZIONE DEGLI SPAD DEL CAPITANO COSTANTINI
A SINISTRA LE INSEGNE SULLO SPAD VII DEL 1917
A DESTRA LE INSEGNE SULLO SPAD XIII DEL 1918

Torna ai contenuti