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La Prigionia - La Guerra all'orizzonte



“… e tra quei due uomini non c’era solo una strada: c’era tutto ciò che un uomo può perdere senza morire.”

Allo scoppio della Prima guerra mondiale, nessuna delle nazioni coinvolte immaginava davvero la durata e la brutalità del conflitto che stava per travolgere l’Europa. Gli eserciti partirono convinti di una guerra breve, fatta di avanzate rapide e di battaglie decisive. Invece, nel giro di pochi mesi, il fronte si trasformò in una lunga linea immobile fatta di trincee, fame, fango e logoramento.
In questo scenario, la prigionia assunse un ruolo nuovo e inatteso.
Prigionieri austriaci dopo la Battaglia del Solstizio - 1918

La fila per il rancio


Il rancio ai prigionieri germanici in un campo francese

Distribuzione di indumenti in un campo dell'Italia centrale


Il rancio per i prigionieri di un campo italiano



"Pranzo"
Le guerre precedenti avevano prodotto numeri relativamente contenuti di prigionieri; la Grande Guerra, con i suoi eserciti di massa, ne generò milioni. Nessuno era davvero preparato a gestire un fenomeno di tali dimensioni. Le Convenzioni internazionali esistevano, ma erano state pensate per un mondo diverso, più piccolo, più “ordinato”.
La prigionia divenne così uno specchio della guerra stessa: un luogo dove si incontravano la modernità degli accordi internazionali e l’arretratezza delle strutture materiali; la volontà di rispettare principi umanitari e l’impossibilità concreta di farlo in un continente stremato dalla fame e dal blocco economico; la disciplina militare e la fragilità umana.

Le regole sulla carta, la realtà nei campi
Più di quaranta Stati avevano sottoscritto la Seconda Convenzione dell'Aja del 1907, entrata in vigore nel 1914, impegnandosi a garantire ai prigionieri un trattamento equo e umano. L’Articolo 7 stabiliva che i prigionieri dovessero ricevere nutrimento, alloggio e vestiario pari a quelli delle truppe del Paese che li aveva catturati.
Ma la guerra, con il suo ritmo implacabile, rese presto impossibile rispettare quelle norme. Il numero dei prigionieri aumentava senza sosta, mentre le risorse diminuivano. Austria e Germania, stremate dalla carestia che colpiva anche le loro popolazioni civili, dichiararono di non poter più garantire quanto promesso.

La Croce Rossa e il ruolo degli Stati
Per la prima volta nella storia, la Croce Rossa Internazionale si trovò a coordinare un sistema globale di aiuti ai prigionieri: pacchi viveri, indumenti, medicinali. Per molti soldati europei, quel filo di soccorso fece la differenza tra la vita e la morte.
Tutte le nazioni belligeranti sostennero i propri prigionieri attraverso questi canali.
Tutte, tranne l’Italia.

Il caso italiano: sospetto, punizione, abbandono
Dopo gli eventi di Caporetto — quando oltre trecentomila soldati italiani caddero in mano nemica — il Comando Supremo bollò i prigionieri come codardi e disertori. Alle famiglie fu impedito di inviare pacchi e soccorsi, ostacolando deliberatamente il lavoro della Croce Rossa. In alcuni casi venne perfino sospesa l’indennità di guerra, spesso unica fonte di sostentamento per mogli, figli e anziani rimasti a casa.
In totale furono circa seicentomila gli italiani catturati durante il conflitto, metà dei quali proprio dopo Caporetto. In realtà, non tutti erano stati sopraffatti in combattimento: molti, logorati dalla vita di trincea, si lasciarono catturare nella speranza — tragicamente illusoria — di trovare condizioni meno disumane.

La vita nei campi di prigionia: malattie, freddo, fame
La trasformazione del conflitto in una guerra di posizione rese impossibile prevedere e gestire i flussi di prigionieri. I campi, nati come strutture temporanee, divennero luoghi sovraffollati, privi di riscaldamento, di cure e di cibo adeguato. Baracche gelide, abiti insufficienti, condizioni igieniche al limite della sopravvivenza, razioni misere: per molti la prigionia fu un inferno peggiore del fronte. Circa centomila italiani morirono nei campi, consumati dalla fame, dalle malattie, dalla debolezza estrema.

Il ritorno: un’altra prova
E quando i sopravvissuti riuscirono finalmente a tornare, non trovarono accoglienza né comprensione. Molti furono sottoposti a inchieste militari, ancora sospettati di aver scelto la cattura per vigliaccheria. Come se gli anni di sofferenza non fossero bastati.

Prigionieri al bagno comune
I nostri caduti
Tra i più di centomila prigionieri che non fecero ritorno ci furono anche uomini del nostro comune. Catturati in luoghi diversi, in momenti differenti, dispersi nei campi degli Imperi Centrali, ma uniti da un’unica, tragica sorte: affrontare la guerra due volte, prima in trincea e poi nella prigionia.

Nominativo
Prigioniero il
Sul fronte
Campo di prigionia
Deceduto il
Giorni di prigionia
data ignota
Trentino (?)
Nagyvarad (Osped.)
22/10/1918

24/10/1917
Isontino
Marchtrenk
06/03/1918
133
25/10/1917
Isontino
Meljine
12/03/1918
138
04/09/1917
Isontino
Brazzano
30/03/1918
207
27/10/1917
Isontino
Brazzano
22/12/1917
56
17/05/1917
Isontino
Mauthausen
06/10/1918
507
Favaro Angelo (di Camillo)
16/01/1918
Grappa
Gardolo
19/10/1918
276
29/10/1917
Isontino
Wittemberg
21/01/1918
84
24/10/1917
Isontino
Gottingen
14/08/1918
294
25/10/1917
Isontino
Dintorni di Plzen
26/02/1918
124
24/10/1917
Isontino
Samorin
17/02/1918
116
28/10/1917
Isontino
Mauthausen
14/12/1917
47
05/11/1917
Carnico
Theresienstadt
08/11/1918
368
29/10/1917
Dolomitico
Ostffyasszonyfa
24/08/1918
299

E quelli che tornarono
Ma accanto ai nomi di chi non fece ritorno, custodiamo quelli dei soldati che riuscirono a sopravvivere alla prigionia. Tornarono alle loro famiglie con passi più lenti, con silenzi nuovi, con ferite che non sempre si vedevano.
Le loro vite raccontano un'altra forma di coraggio:
il coraggio di ricominciare, di convivere con ciò che non si può dimenticare, di ritrovare un posto nel mondo, di ricreare il proprio equilibrio cercando una nuova serenità.
Anche i loro nomi meritano di essere ricordati, perché nel loro ritorno fragile si riflette la vulnerabilità e la dignità di un’intera generazione.
Nominativo
Prigioniero il
Località
[Fronte]
Rimpatriato il
Giorni di prigionia
Annotazioni e/o
Campo di prigionia (se noto)
23/08/1915
Col Basson
[Altopiano di Asiago]
11/12/1918
1204

Bordignon Giovanni
18/05/1916
Monte Maronia
[Pasubio]
10/11/1918
906

Brunello Antonio
25/10/1917
Altop. Bainsizza
[Ripieg. al Piave]
15/11/1918
386

Brunello Giovanni
24/10/1917
Conca di Plezzo
[Isontino - Carsico]
16/01/1919
449

Carraro Antonio
22/11/1917
... ...
[Monte Grappa]
19/11/1919
354

Dal Bianco Emilio
21/06/1918
Val Frenzela
[Altopiano di Asiago]
11/11/1918
143

De Filippi Francesco
29/10/1917
Codroipo
[Ripieg. al Piave]
11/11/1918
378

Durigon Antonio Vendramino
18/05/1916
Monte Maronia
[Pasubio]
19/11/1918
915

Durigon Eugenio
29/10/1917
... ...
[Ripieg. al Piave]
16/11/1918
383

Durigon Giuseppe23/12/1917Col d'Echele
[Altopiano di Asiago]
07/11/1918319

Durigon Natale21/08/1917Altop. Bainsizza[Isontino - Carsico]31/12/1918497

Favarato Antonio10/11/1917Longarone
[Ripieg. al Piave]
10/11/1918365

Favaretto Eugenio30/10/1917... ...
[Ripieg. al Piave]
11/01/1919438

Favaro Vincenzo29/05/1917Flondar (Carso)
[Isontino - Carsico]
16/03/1919656

Favaro Vittorio Emanuele15/06/1918... ...[Linea del Piave]15/11/1918153

Francescato Pietro12/11/1916Castelletto - Rotzo
[Altopiano di Asiago]
03/11/1918721

Franchin Costante19/05/1916Monte San Michele
[Isontino - Carsico]
10/12/1918935

Franzin Luigi04/06/1917Medeazza (Carso)
[Isontino - Carsico]
27/11/1918541

Gasparin Benedetto16/03/1917Cima Costabella[Dolomitico]19/11/1918613
Sigmundsherberg - Austria
Gasparin Francesco25/08/1917Q.100 Grazigna
[Isontino - Carsico]
18/11/1918450
Grilletti Angelo06/04/1917Gorizia
[Isontino - Carsico]
12/11/1918585
Marangon Angelo29/10/1917Pasian Schiav. (UD)[Ripieg. al Piave]11/11/1918378
Marangon Ettore24/10/1917Conca di Plezzo[Isontino - Carsico]24/11/1918396
Marangon Giuseppe26/10/1917Savogna[Ripieg. al Piave]10/12/1918410
Marangon Mario31/10/1917Ragogna[Ripieg. al Piave]06/11/1918371

Marangon Pietro Ignazio24/10/1917Q.763 Bainsizza[Isontino - Carsico]15/11/1918387
Michieletto Giovanni26/10/1917... ...[Ripieg. al Piave]15/11/1918385
Date: vedi scheda personale
Michieletto Riccardo10/11/1917Longarone[Ripieg. al Piave]10/11/1918365
Date: vedi scheda personale
Mozzato Abramo15/05/1916Monte Maronia[Pasubio]19/11/1918918
Pozzobon Ernesto31/05/1916Monte Cengio[Altopiano di Asiago]26/05/19191090
Simionato Giuseppe17/11/1916Q.102 Sober[Isontino - Carsico]12/11/1918725
Tosatto Antonio25/10/1917Scrutto[Ripieg. al Piave]07/12/1918408
Tosatto Giovanni06/08/1916Gorizia[Isontino - Carsico]13/11/1918829
Vanin Gaetano29/05/1917Q.145 N  Flondar[Isontino - Carsico]11/11/1918531
Vanin Giuseppe Antonio06/12/1917Monte Sisemol[Altopiano di Asiago]08/12/1918367
Vanin Sante29/10/1917Pasian Schiav. (UD)[Ripieg. al Piave]19/12/1918416
Zago Vittorio03/06/1916Monte Cengio[Altopiano di Asiago]09/11/1918889

Zugno Antonio Sebastiano25/10/1917Altop. Bainsizza[Riepieg. al Piave]15/11/1918386
           

“La guerra li aveva dispersi, separati, inghiottiti da fronti lontani e da destini diversi.
Oggi è la memoria a ricongiungerli, a riportarli, finalmente, uno accanto all’altro."       


Per chi desidera proseguire questo percorso, una mappa interattiva raccoglie i luoghi della loro prigionia. Vista dall’alto, l’Europa appare punteggiata di segni: sono le coordinate della loro sofferenza, ma anche della loro tenacia. Cliccando su ogni punto, si apre un frammento di storia, un luogo che ancora oggi porta l’eco di quei giorni.

I LUOGHI


Nota:
Pur avendo notizia di informazionii riguardanti i campi di prigionia ove furono reclusi e confinati i soldati quintini catturati durante il conflitto 1915-1918, non abbiamo rinvenuto dati certi e riscontri (Fogli Matricolari, elenchi redatti dai campi di prigionia o altri documenti ufficiali) a suffragio o conferma di tali informazioni.
Per tale ragione, pur nella consapevolezza di fornire una tabella per certi aspetti incompleta, abbiamo preferito non utilizzare informazioni non verificate e/o verificabili. Scelta, peraltro, scrupolosamente adottata per la redazione di tutte le  pagine e i contenuti del sito LA GUERRA ALL'ORIZZONTE.
Precisiamo, infine, che la tabella, relativa ai reduci ritornati dalla prigionia, è suscettibile di integrazioni e di ulteriori inserimenti corrispondenti ai nominativi (circa un centinaio) dei quali non abbiamo ancora ritrovato i rispettivi fogli matricolari. [dati aggiornati al 9 febbraio 2026]

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