I mezzi della Giovane Italia: strumenti di audacia e precisione
A sostegno dell’ambizioso e rischioso piano ideato da Giovanni Smaniotto, l’organizzazione della Giovane Italia si avvalse di una selezione mirata di mezzi aerei e navali, scelti per rispondere alle esigenze operative di infiltrazione, trasporto e comunicazione in territorio nemico.
Mezzi aerei e navali: una sinergia strategica
Per le missioni terrestri, furono impiegati i robusti → Voisin III e un → Savoia-Pomilio SP.4 appositamente modificato. Sul fronte navale, la scelta più logica ricadde sui → M.A.S. (Motoscafi Armati Siluranti), mentre il versatile → Macchi M.3, idrovolante di grande affidabilità, rappresentò il perfetto punto d’incontro tra cielo e mare, ideale per operazioni di trasporto e recupero agenti.
Le basi operative: un mosaico di efficienza
Il coordinamento delle missioni faceva capo all’Ufficio I.T.O. (Informazioni Truppe Operanti) della 3ª Armata, con sede a Villa Favier a Mogliano Veneto, dove si trovava anche il Comando della 3ª Armata. Per ragioni logistiche e pratiche, furono selezionati i campi di aviazione veneziani di Bazzera, Ca’ Tessera e Marcon, mentre per le operazioni navali e anfibie la scelta non poté che cadere su Venezia, con le sue basi alla Giudecca e alle Vignole.

VILLA FAVIER A MOGLIANO (TV)
Sede dell'Ufficio Informazione Truppe Operanti della 3ª Armata (1917-18)
I campi di Bazzera e Ca’ Tessera
Situati lungo la via Orlanda, rispettivamente a sud e a nord della strada, questi campi furono attivi sin dal 1915.
Bazzera, sorto nel prato ad ovest della polveriera, ospitò la IVª Squadriglia Bleriot e, per un breve periodo, una squadriglia francese da caccia. Dal 1917 divenne base per dirigibili esploratori tipo DE.
Ca’ Tessera, dotato di tre hangar prefabbricati tipo Bessenau, ospitò la 38ª e la 39ª Squadriglia da ricognizione, una sezione Voisin e la 1ª Sezione SVA.
Ca’ Tessera, dotato di tre hangar prefabbricati tipo Bessenau, ospitò la 38ª e la 39ª Squadriglia da ricognizione, una sezione Voisin e la 1ª Sezione SVA.

1- Campo volo di Ca' Tessera, 2- Campo volo Bazzera, 3- Via Orlanda, 4- Via Bazzera, 5- Forte Bazzera.
Nel 1918, a Ca’ Tessera nacque il Gruppo speciale Aviazione "I", al comando del Maggiore Luigi Carnevali. Composto dalla 9ª Squadriglia Caproni, una Sezione Voisin III, la 1ª Sezione SVA e un Savoia-Pomilio SP.4 modificato, il reparto fu incaricato di lanciare agenti oltre le linee nemiche, raccogliere i loro messaggi e rifornirli di materiali in zone prestabilite.
Il campo di volo di Marcon
Costruito nel 1916 e operativo dal luglio 1917, Marcon fu inizialmente base per la 201ª Squadriglia Caproni.
Dopo Caporetto, divenne un centro nevralgico per le operazioni aeronautiche nel Basso Piave, ospitando squadriglie da caccia e osservazione come la 77ª e la 80ª.
La sua robusta struttura e posizione strategica lo resero ideale anche per missioni segrete, come quella del tenente Giacomo Camillo De Carlo, che il 31 maggio 1918 decollò da Marcon per infiltrarsi in territorio nemico.

1- Centro abitato di Marcon (oggi), 2- Sito del campo di volo di Marcon durante la Prima guerra mondiale.
La Stazione Idrovolanti di Venezia
Situata alle Vignole, di fronte all’isola di Sant’Andrea, questa base della Regia Marina fu fondamentale per le operazioni lungo l’alto Adriatico. Ospitò la 251ª e la 253ª Squadriglia, equipaggiate con FBA Type H e Macchi M.3. Il Tenente di Vascello Eugenio Casagrande, comandante della 253ª, fu protagonista di numerose missioni segrete per la Giovane Italia, decollando da questa base per trasportare e recuperare agenti infiltrati.


LA STAZIONE IDROVOLANTI ALLE VIGNOLE (in giallo):
1- PIAZZA SAN MARCO; 2- SAN GIORGIO MAGGIORE; 3- MURANO; 4- SANT'ANDREA; 5- LE VIGNOLE; 6- SANT'ERASMO; 7- LIDO DI VENEZIA; 8- CAMPO VOLO SAN NICOLÒ

VISTA DELLA STAZIONE IDROVOLANTI
La base dei M.A.S. alla Giudecca
Nascosta tra cantieri e strutture civili, la base dei M.A.S. alla Giudecca fu il cuore delle operazioni navali clandestine. Questi motoscafi, piccoli e veloci, erano perfetti per trasportare agenti in territorio nemico. Da qui partì anche la celebre Beffa di Buccari, nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 1918, con a bordo Costanzo Ciano, Luigi Rizzo e Gabriele D’Annunzio. Sebbene l’azione non causò danni materiali, il suo impatto morale fu enorme, dimostrando l’audacia e la capacità di penetrazione della Regia Marina.

1- PIAZZA SAN MARCO, 2- ISOLA DELLA GIUDECCA, 3- BASE VENEZIANA DEI M.A.S. (oggi nuovamente "Casa di reclusione femminile della Giudecca"), 4- SACCA FISOLA
Verso l’azione: uomini e mezzi in sinergia
Il mosaico di basi, mezzi e strategie delineato fin qui rappresenta il cuore pulsante dell’operatività della Giovane Italia. Ogni campo di volo, ogni motoscafo, ogni idrovolante non era solo un punto di partenza, ma un tassello di un disegno più ampio, dove la tecnologia si metteva al servizio dell’audacia.
Ma nessun mezzo, per quanto sofisticato, avrebbe potuto agire senza gli uomini che lo guidavano. Piloti, marinai, agenti: figure spesso giovani, ma animate da un coraggio fuori dal comune, capaci di affrontare il rischio con lucidità e determinazione.
Le pagine in questo sito si prefiggono l'approfondimento proprio di questi due aspetti:
da un lato, le schede tecniche dei mezzi impiegati, con dettagli su prestazioni, impieghi e modifiche;dall’altro, le biografie degli agenti, protagonisti silenziosi di missioni che hanno lasciato un segno nella storia.
Insieme, questi elementi comporranno il ritratto vivo e concreto di un progetto che seppe unire visione, strategia e sacrificio.