Rodi - La Guerra all'orizzonte

QUINTO DI TREVISO - 1940 / 1945
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Il Mediterraneo Orientale
Le isole del Dodecaneso


Durante la guerra italo-turca, combattuta dal Regno d'Italia contro l'Impero ottomano tra il 29 settembre 1911 e il 18 ottobre 1912,  furono occupate, da parte dell'Esercito italiano anche le isole del Dodecaneso nel Mar Egeo. Alla fine della guerra le isole rimasero sotto l'amministrazione provvisoria italiana fino a quando, con la firma del trattato di Losanna nel 1923, la Turchia rinunciò ad ogni rivendicazione e riconobbe ufficialmente la sovranità italiana sui territori perduti nel conflitto.
La città di Rodi costituì il capoluogo di quella provincia che fu affidata al diplomatico Mario Lago che riuscì a far convivere pacificamente le diverse etnie dell'isola, restaurando numerose opere monumentali, e costruendo strade, scuole e ospedali.
Alla figura lungimirante del Senatore Mario Lago si contrappose quella di Cesare Maria De Vecchi, in carica dal 1936 al 1940, che mutò radicalmente la politica del suo predecessore arrivando a perseguitare la popolazione locale, ravvivando così l'irredentismo greco nelle isole del Dodecaneso, e, con livore, non esitò ad applicare le leggi razziali e soppresse le autonomie religiose.
Nel dicembre del 1940 e fino al 19 luglio 1941 la carica di Governatore dell'Egeo fu ricoperta da Ettore Bastico che fu, infine, sostituito dall'Ammiraglio Inigo Campioni.
Sebbene le isole italiane del Dodecaneso fossero un'eccellente base da cui lanciare attacchi aeronavali verso i traffici, i depositi petroliferi ed i porti del Mediterraneo Orientale del nemico, quest'opportunità non fu mai sfruttata appieno. Le infrastrutture militari, e le numerose batterie di difesa costiera,  presenti nelle isole erano frutto della strategia bellica italiana dei primi anni Trenta e, ormai, non più adeguate alle mutate situazioni generate dall'andamento della guerra e al cambio degli scenari tattici. Questa fu una delle ragioni che fecero scemare l'interesse della Marina in quest'area.
Appare chiaro ora perché l'unica arma che poteva in qualche modo ostacolare i traffici marittimi nemici e recare un qualche danno agli impianti ed ai porti nemici era la Regia Aeronautica.
Sull'isola di Rodi esistevano tre aeroporti armati, Maritsa, Gadurrà e Cattavia e un idroscalo, Rodi Mandracchio, per gli idrovolanti. Gli aerosiluranti S.M. 79 operavano dall'aeroporto di Gadurrà sfruttando la condizione ottimale della sua pista.
Anche se la fama dell'Aeronautica dell'Egeo è principalmente legata alla guerra aeronavale ed alle imprese degli aerosiluratori, i  piloti italiani operarono infaticabilmente tutti i giorni, condizioni meteo permettendo, per trentanove  mesi eseguendo più di cinquemila missioni tra ricognizioni a lungo raggio sino al Golfo della Sirte, bombardamenti diurni e notturni contro il principale porto nemico di Alessandria, base della Mediterrranean Fleet, il terminale petrolifero di Haifa, vena giugulare dei rifornimenti nemici e numerosi salvataggi in mare con gli idrovolanti Cant Z 506 Airone.
Il 6 giugno 1943 il nostro Angelo Pinna "Gino", aviere scelto armiere (A.S.A.), decollava da Rodi per una missione di eventuali sopravvissuti di un altro velivolo abbattuto in mare dalla caccia nemica. Dopo aver individuato il relitto anche il suo aereo fu attaccato dai caccia inglesi e, nonostante la strenua resistenza, fu abbattuto e scomparve in mare assieme al tenente Pilota Mario Silvestro da Cuneo e al primo aviere Calogero Romano da Venezia. Per la tenace resistenza opposta furono tutti decorati con la Croce di Guerra al Valor Militare commutata, successivamente, in Medaglia d'Argento al Valore.
Anche l'isola di Rodi fu teatro di scontri bellici i più violenti dei quali si verificarono dopo l'8 settembre 1943 quando, caduto il governo fascista e proclamato l'armistizio con le forze alleate anglo-americane, vi fu l'inizio dei combattimenti fra le truppe tedesche del generale Kleemann e quelle italiane guidate dal governatore Campioni. Gli aspri scontri nell'isola di Rodi e nel resto dell'arcipelago videro, dopo qualche settimana, la resa delle forze italiane sopraffatte dai tedeschi.
Nel 1947, a seguito dei trattati di Parigi, l'Italia fu costretta a cedere il Dodecaneso alla Grecia, come riparazione per la guerra del 1940-1941.
RICERCHE STORICHE A CURA DI PAOLA VENDRAMIN E SILVANO ZAGO
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